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SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Dichiarazione
circa l’appartenenza dei cattolici ad associazioni massoniche
In data 19 luglio 1974 questa Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede scriveva ad alcune
Conferenze Episcopali una lettera riservata sulla interpretazione del Can. 2335 del Codice di Diritto
Canonico che vieta ai cattolici, sotto pena di scomunica, di iscriversi alle associazioni massoniche e
altre simili.(1)
Poiché la suddetta lettera, divenuta di dominio pubblico, ha dato luogo a interpretazioni errate e
tendenziose, questa Congregazione, senza voler pregiudicare le eventuali disposizioni del nuovo
Codice, conferma e precisa quanto segue:
1) non è stata modificata in alcun modo l'attuale disciplina canonica che rimane in tutto il suo
vigore;
2) non è quindi stata abrogata la scomunica né le altre pene previste;
3) quanto nella suddetta lettera si riferisce alla interpretazione da dare al canone in questione deve
essere inteso, come era nelle intenzioni della S. Congregazione, solo come un richiamo ai principi
generali della interpretazione delle leggi penali per la soluzione dei casi di singole persone che
possono essere sottoposti al giudizio degli Ordinari. Non era invece intenzione della S.
Congregazione rimettere alle Conferenze Episcopali di pronunciarsi pubblicamente con un giudizio
di carattere generale sulla natura delle associazioni massoniche che implichi deroghe alle suddette
norme.
Roma, dalla Sede della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, il 17 febbraio 1981.
Franjo Card. Šeper
Prefetto
Fr. Jérôme Hamer, O.P.
Arcivescovo titolare di Lorium
Segretario
(1) Excellentissime Domine, complures Episcopi ab hac Sacra Congregatione quaesiverunt de
pondere et interpretatione Canonis 2335 CIC qui sub pœna excommunicationis vetat catholicis
nomen dare associationibus massonicis aliisve eiusdem generis.
Decursu longioris examinis huius quaestionis Sancta Sedes Conferentias Episcopales quarum res
particulari modo interest pluries consuluit, ut istarum associationum naturam et navitatem
hodiernam necnon Episcoporum mentem melius cognosceret.
Magna tamen divergentia responsionum quae rationem reddit diversarum situationum in unaquaque
natione non sinit S. Sedem mutare legislationem generalem hucusque vigentem quae igitur in
vigore manet usquedum nova lex canonica a competenti Pontificia Commissione Codici iuris
canonici recognoscendo publici iuris fiat.
In considerandis autem casibus particularibus prae oculis tenendum est legem pœnalem strictae
subesse interpretationi. Proinde tuto doceri et applicari potest opinio eorum auctorum qui tenent
praedictum canonem 2335 respicere eos tantum catholicos qui nomen dant associationibus quae
revera contra Ecclesiam machinantur.
Manet tamen in quocumque casu prohibitio pro clericis, religiosis necnon membris Institutorum
saecularium nomen dandi quibuscumque associationibus massonicis.
Quae dum tecum communico, sensus profundae aestimationis meae Tibi pando atque remaneo
Tibi addictissimus in Domino
+ Franciscus Card. Šeper,
Praefectus
+ Fr. Hieronymus Hamer, O.P.,
Archiepiscopus tit. Loriensis,
a Secretis